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no LATTE ANIMALE

Il latte.... una vera ossessione. Si trova dovunque, la richiesta è elevata, la produzione è spietata e fa sì che la carne sia quasi un derivato. E la mucca non fa latte come le galline fanno le uova......

Lo so che la domanda è : ma perchè non bere il latte? E’ una cosa “normale” . Tutti bevono il latte, E poi mica che prendere il latte uccide la mucca?

Ebbene non è così. 

Queste domande nascono da abitudini che si tramandano da generazioni e anche da una visione limitata e irreale che si ha (e che qualcuno per proprio interesse economico vuole farcela avere) sulla situazione degli allevamenti odierni.  

Anche se l’uomo ha iniziato a bere latte già prima dei Sumeri, in corrispondenza all’addomesticamento di capre e pecore, i medici antichi lo consideravano alimento non appropriato per l’uomo. Nel Medioevo non si beveva molto latte ma tutti conoscevano l’uso di trasformarlo in formaggio che costituiva un ottimo modo per conservarlo. Il migliore era considerato quello di capra, poi quello di pecora. Quello di mucca era poco valutato.  

Mucche e cavalli “servivano” ad alleviare la fatica dell’uomo, non certo a produrre latte! 

In età preistorica gli europei non consumavano latte, scientificamente provato da uno studio dell’University College of London. 

Latte e derivati come il burro invece furono ampiamente utilizzati dalla cucina rinascimentale

Il latte vaccino come lo conosciamo oggi, è stato reso tale dalla campagna mediatica dell’immediato dopoguerra. Negli Stati Uniti nacque l’allevamento intensivo e intravedere guadagni prima impensabili determinò negli allevatori l’adozione di tali metodi e la necessità di creare un popolo di consumatori. 

La storia, gli usi, costumi e necessità hanno portato l’uomo ad agire e fare determinate scelte, spesso senza chiedersi se comportarsi in un determinato modo sia corretto e naturale. 

Ma oggi possiamo ragionare con la nostra testa e con uno sforzo liberarci dai luoghi comuni, fermarci e analizzare la situazione che abbiamo di fronte.

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L’uomo è l’unico essere vivente che assume latte dopo lo svezzamento e l’unico che beve il latte di un’ altro mammifero.

E non ditemi "ma anche al mio gatto piace il latte!" Certo, ma siamo noi a fornirglielo, altrimenti lui in natura non si sognerebbe, soprattutto da adulto, di andare a poppare le mammelle di una mucca.

E comunque non dovremmo somministrare latte al nostro gatto, qualunque veterinario ve lo dirà. I gatti adulti non hanno l'enzina per digerirlo. Discorso diverso per i gattini ma ripeto: ad ogni specie il suo latte. Per i gattini il latte migliore è quello della mamma. 

La Natura ha dotato i mammiferi di ghiandole mammarie in grado di secernere e fornire ai propri cuccioli un liquido, il latte, necessario a garantire al "lattante" tutte le sostanze nutritive di cui ha bisogno nella primissima parte della propria vita. La stessa Natura ha costituito sapientemente una specifica formulazione di questo alimento per la propria specie.

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Il latte povero di grassi è nei mammiferi in cui madre e neonato sono di stretta dipendenza e le poppate sono frequenti e sempre a disposizione (come i primati).

Il latte ad alto contenuto proteico è nei mammiferi che passano la maggior parte del tempo distaccati, per cui nei brevi intervalli, le poppate devono garantire massima energia e saziare i cuccioli in poco tempo.

E non ditemi "l'uomo è anche l'unico che usa internet"! Viviamo infatti in un mondo che non è più "naturale" ma questo non significa che siamo giustificati ad "arraffare" tutto quello che ci capita intorno, ad imprigionare animali indifesi e ucciderli solo perchè ne abbiamo la possibilità e perchè ci fa comodo. Sì, ho detto comodo, perchè è un dato di fatto che non abbiamo necessità reali di nutrirci di animali nè tanto meno con i metodi che gli allevatori hanno adottato.

Dopo lo svezzamento le ghiandole mammarie cessano naturalmente di produrre latte e il piccolo può cominciare a nutrirsi con alimenti adatti biologicamente alla sua specie. Con tale interruzione si va riducendo la produzione di lattasi, enzima che consente di digerire il lattosio contenuto nell’alimento.

La composizione del latte di mucca è sbilanciata per le necessità umane, proprio perché è creata dalla Natura per i vitelli, per far cioè sviluppare e crescere un mammifero fino al peso di 300 kg in pochi mesi.

Che il latte faccia bene alle ossa è una leggenda metropolitana dura a morire. 

Dicono di bere tanto latte. Ma la nostra alimentazione prevede il latte praticamente già tutto il giorno : dal caffè del mattino a tutte le merende della giornata. Il latte è presente nei biscotti, torte, frullati, gelati e yogurt. Come se non bastasse ce lo ritroviamo, e forse ancora di più, a pranzo e a cena sottoforma di formaggio, parmigiano, panna, burro, besciamella… nelle lasagne, nella pizza, sulla pasta…. e per finire prima di andare a dormire o quando si ha il mal di gola, un bel bicchiere di latte e miele! Insomma facciamo prima a fare un elenco laddove non lo troviamo. Se guardiamo le etichette dei prodotti confezionati, ci sorprenderemo a trovarlo nei posti più inverosimili. 

Insomma in un contesto del genere, se il latte aiutasse davvero ad evitare l’osteoporosi, noi che, come detto sopra, lo consumiamo in ogni dove, dovremmo avere calcio che ci esce dalle orecchie!

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Non dovremmo nemmeno conoscere cosa sia l'osteoporosi con tutto il latte che consumiamo ogni giorno in tutte le sue forme trasformate!
Ma com’è invece che proprio in Europa la frequenza di tale malattia è molto più elevata rispetto ad altri paesi dove il consumo di latticini è molto minore?
I conti non tornano. Non ci vuole molto a capirlo.
Eppure più e più siti (e fate caso che perlopiù sono siti di medicina ufficiale e delle industrie di allevamenti e farmaci) continuano a dire che NON assumiamo abbastanza calcio e che la carenza dei vegani…. Carenza? Mai incontrato un vegano carente di calcio…. Mah….

Non è una premura nei confronti della nostra salute, è l’interesse verso l’economia. 

E qui si potrebbe aprire un lunghissimo capitolo sugli interessi dei produttori, delle industrie farmaceutiche, ecc.

Ma andiamo a vedere nel dettaglio cosa accade al nostro organismo quando beve latte.

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Chi fa contabilità sa che il guadagno è dato dalla differenza tra le entrate e le uscite. Quindi per esempio se Giovanna ha un’entrata di 500 euro ma ne spende solo 100, guadagna più di Mario che ha un entrata di 1000 ma ne spende 800. 

Il nostro corpo fa la stessa cosa quando si trova di fronte al latte. 

Si vede entrare una buona quantità di calcio ma con questo gli arriva una dose massiccia di caseina, la proteina del latte, associata pure ad altre proteine animali perché magari durante il pasto abbiamo consumato anche carne e uova. Le proteine animali acidificano l’organismo e il corpo, macchina meravigliosa, deve trovare il modo per smaltirle e ritrovare l’equilibrio alcalino. E l’ha trovato utilizzando proprio lo stesso calcio e anche fosforo. E quindi brucia quello a disposizione ma se non gli basta, deve andare a cercarne altro e anche velocemente. Dove lo trova? 

Una buona fonte di calcio sono le nostra ossa e i nostri denti, ahimè.

Le ossa, cioè il nostro scheletro, non sono solo un sostegno per il corpo, ma fungono anche di deposito di minerali dell'organismo. Ci sono cellule che sono proprio deputate a depositare e prelevare minerali dalle ossa, si chiamano osteoblasti e osteoclasti e sono sempre attive ad ogni età e passano il loro tempo stazionando nei pressi e dentro il tessuto osseo. Quindi calcio e altri minerali vengono continuamente inseriti e prelevati dalla matrice ossea a seconda delle necessità, anche funzioni essenziali quali la coagulazione del sangue, la trasmissione nervosa, il controllo del battito cardiaco, la contrazione muscolare, ecc. Considerando così che le ossa vengono continuamente costruite e disfatte, l'importante è che il risultato sia sempre positivo. Lo deve essere in fase di crescita, cioè fortemente positivo, in modo che da dopo i 30 anni si possa contare su una massa ossea ben sviluppata come base di partenza. Solo l'alimentazione poi potrà provvedere a recupare le perdite.

Ogni 10 anni la nostra struttura ossea viene completamente rinnovata

(circa il 10% ogni anno).

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Badate bene, non ho detto che il latte non è fonte di calcio. Lo è certamente! Anzi, ne contiene molto ma ci entra nell'organismo a braccetto con le proteine acidificanti quindi non possiamo introdurre il calcio senza assumere anche la caseina. Bella fregatura no?

Ogni volta che introduciamo calcio nel nostro organismo, c'è un gran trambusto (e non solo per il calcio, ma ora vediamo questo minerale in dettaglio) il nostro sistema metabolico è super impegnato a svolgere le sue mansioni. Ecco che si alza la calcemia, la calcitonina mette in allerta gli osteoblasti che non vedono l'ora di avere il carico di minerali. Quando arriva la comitiva di calcio, è presto fatto : cristalli di fosfato di calcio vengono inseriti nella matrice ossea fatta di collagene e l'osteblasto vi si sistema come in nicchie, cioè viene inglobato e "murato" nella struttura diventando un osteocita.

Ma cosa succede quanto introduciamo proteine animali nel nostro organismo? 

Viene prodotta ammoniaca e l'acidità del sangue comincia a salire. Ma anche il sale, l'alcool e il caffè attivano i sistemi tampone che si mettono al lavoro per smaltire gli elementi introdotti. Nuovo trambusto per il nostro organismo che ora richiede calcio per svogere questo importante lavoro. Ecco che parte il messaggio (come una reception di un centro commerciale) : "chiunque detenga calcio, è pregato di rilasciarlo in circolo, grazie". Gli osteoclasti cominciano a smobilitare i minerali dal tessuto osseo con la promessa di rimettercelo appena possibile. Gli atomi di calcio vengono impiegati per neutralizzare l'acidità e diventano materiale di scarto.

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Il latte è un usuraio della peggior specie, ti presta un po’ di calcio ma te ne chiede più di quello che dà, e alla fine ti spacca le ossa: un notevole consumo di latticini è associato con un rischio di fratture più elevato. Il latte è una delle principali cause di osteoporosi.
Quindi hanno ragione i medici: non assumiamo abbastanza calcio, o meglio non "guadagniamo" abbastanza calcio.
Certo! Ce lo mangiano le proteine animali.

Ma ci è mai venuto in mente che invece di aumentare il calcio introdotto, possiamo cambiare semplicemente metodo?

Occupiamoci quindi ad evitare le dispersioni di calcio, piuttosto che aumentare le dosi. 

Dove troviamo il calcio? Ecco cibi vegetali ricchi di calcio : frutta, fagioli, noci, soia, verdura a foglia verde come broccoli, spinaci, biete. Il tahin, crema di sesamo, è un cibo ricchissimo di calcio. Anche l’acqua ha calcio, così come il pane integrale, i semi e le erbe officinali come la salvia, il rosmarino e il basilico.

Importante è arricchire ogni pasto con cibi e bevande che contengono vitamina C, per ottimizzare l’assunzione del calcio.

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Vitamina C

La vitamina C, conosciuta anche come acido ascorbico, è un composto idrosolubile simile al glucosio. Benché abbastanza stabile in soluzione acida, è di norma la meno stabile delle vitamine ed è molto sensibile alla luce, al calore e all’aria, che stimolano l’attività degli enzimi ossidativi.

Una delle sue funzioni più utili è di mantenere attivo il "collagene" che è la proteina necessaria a formare il tessuto connettivo della pelle, legamenti e ossa. Rimargina ferite e ustioni, partecipa alla creazione di globuli rossi, protegge il cervello e midollo osseo dall'attacco dei radicali liberi ed è particolarmente importante per proteggere il ferro.

In condizioni di stress e frustrazioni quotidiane (e anche febbre alta), la vitamina C viene consumata velocemente. Esseri umani, scimmie e cavie sono tra i pochi animali che devono introdurla attraverso l'alimentazione poichè non sono in grado di produrla, di sintetizzarla e sono soggetti alla malattia, lo scorbuto. Sono nemici della vitamina C il fumo, l'alcool e il bicarbonato di sodio.

La vitamina C contenuta negli alimenti si deteriora rapidamente col trasporto, la lavorazione, l’immagazzinamento, la cottura, l’ammaccatura, il taglio, l’esposizione alla luce, all’aria e al calore.

L'assunzione di giuste quantità di vitamina C migliora notevolmente l'assorbimento intestinale non solo del ferro ma anche del calcio. 

Andiamo a vedere cosa ancora combina il latte :

Carenza di ferro il latte ha un bassissimo contenuto di ferro (0.2 mg/100 mg di latte), e per riuscire a raggiungere la dose di ferro raccomandata di 15 mg al giorno, un bambino dovrebbe bere 7.5 litri di latte. In aggiunta, il latte è responsabile di perdite di sangue dal tratto intestinale, che contribuiscono a ridurre i depositi di ferro dell'organismo.

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Diabete Mellito: su 142 bambini diabetici presi in esame in uno studio, il 100% presentava nel sangue livelli elevati di un anticorpo contro una proteina del latte vaccino. Si ritiene che questi anticorpi siano gli stessi che distruggono anche le cellule pancreatiche produttrici di insulina (vedi articolo dell'Università di Trieste).

Contenuto di grassi: ad eccezione del latte scremato, il latte e i prodotti di sua derivazione sono ricchi di grassi saturi e colesterolo, che favoriscono l'insorgenza di arteriosclerosi..

Forse saprete che animali e umani producono autonomamente il colesterolo necessario all'organismo mentre con l'alimentazione, o meglio, con il consumo di alcuni acidi grassi saturi aumentiamo la colesterolemia, che è la concentrazione nel sangue di lipoproteine, complessi aggregati che fanno circolare nel sangue il colesterolo. Come tutti i grassi, anche il colesterolo non è solubile nel sangue e ha quindi bisogno di un "imballaggio" per il trasporto ematico.

Il colesterolo si trova SOLO nei cibi di origine animale, come il latte vaccino e i grassi animali; è assente nei vegetali, ad esclusione degli oli di piante tropicali (olio di palma e di cocco). 

La qualità dei grassi e il rapporto LDL/HDL determinano i fattori di rischo cardiovascolare da colesterolemia. Gli acidi polinsaturi riducono tale rapporto, mentre i monoinsaturi non hanno effetto.

Va da sè quindi che con il consumo di cibi di origine animale andiamo ad aumentare le quantità di colesterolo nel nostro organismo.

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Contaminanti:  il latte viene frequentemente contaminato con antibiotici, ormoni della crescita, oltre che con gli erbicidi e i pesticidi veicolati dal foraggio. Inoltre i trattamenti di sterilizzazione permettono in realtà la sopravvivenza nel latte di germi, e la Direttiva Europea 92/46/CE stabilisce un limite non superiore ai 100 mila germi per ml. La stessa Direttiva ammette anche un contenuto non superiore a 400 mila per ml di "cellule somatiche", il cui nome comune è "pus". Pus, feci e sangue delle ferite delle mammelle finiscono nel latte, c’è poco da fare, se le condizioni igieniche sono tipiche di un allevamento intensivo. E lo sanno : una normativa stabilisce una quantità massima di pus ammesso nel latte….

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Direte voi : perché il latte contiene antibiotici e ormoni della crescita? Ora fate mente locale e immaginate un allevamento intensivo dove gli animali sono considerati macchine di produzione (praticamente quanto un plotter per un eliografia) e non esseri viventi.
Siamo in un allevamento intensivo, non nella fattoria di nonna papera!

Per gli allevatori le mucche devono produrre! L’esigenza di produrre molto, porta ad adottare metodi che calpestano i loro diritti e le loro necessità. Immaginatevi folle ammassate in spazi ridotti. Questi animali non vanno “al bagno”, defecano nello stesso posto dove mangiano. Per il solo fatto di essere in numero elevato e in posti che non sono prettamente igienici, è facile intuire che divampano batteri di ogni genere.

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Un capo di bestiame ammalato è un danno economico ma le malattie non sono evitabili in tali condizioni, come le “mastiti” delle mammelle dovute alla continua mungitura e sfruttamento ed altre patologie conseguenti allo stress a cui vengono sottoposte. Per cui ecco che le medicine fanno parte del kit degli allevatori. Ovviamente non è che aspettano che la “bestia da redditto” si ammali. La somministrazione di antibiotici è preventiva.

E per gli ormoni? Il latte vaccino, come detto prima, contiene già di sua natura ormoni della crescita, il suo ruolo è far crescere un vitello in breve tempo. Il comune cittadino non tiene conto che si beve un latte che è fatto biologicamente per il vitello e non per lui. Ma altri ormoni della crescita sintetici vengono somministrate ai capi di bestiame.

Lattosio:  molti soggetti di razza asiatica o africana sono incapaci di digerire lo zucchero del latte, il lattosio, con conseguenti coliche addominali, gas e diarrea. Il lattosio, poi, se viene digerito, libera il galattosio, un monosaccaride che è stato messo in relazione con il tumore dell'ovaio. 

Allergieil latte è uno dei maggiori responsabili di allergie alimentari : durante la sua digestione, vengono rilasciati oltre 100 antigeni (sostanze che innescano le allergie). Spesso i sintomi sono subdoli e non vengono attribuiti direttamente al consumo di latte, ma molte persone affette da asma, rinite allergica, artrite reumatoide, migliorano smettendo di assumere latticini. 

Nella nostra epoca stanno aumentando intolleranze al lattosio e al glutine. Non sarà un caso che sono i due alimenti di cui facciamo abuso : latte e farine. 

Coliche del lattantele proteine del latte causano coliche addominali, un problema che affligge un lattante su cinque, perché se la madre assume latticini, le proteine del latte vaccino passano nel latte materno. In 1/3 dei lattanti al seno affetti da coliche, i sintomi sono scomparsi dopo che la madre ha smesso di assumere questi cibi." 

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Ma perchè latte vaccino: Ma poi… vi siete chiesti perché il latte di mucca e non il latte di pecora o capra come facevano in antichità oppure perché no il latte di cagna o di gatta? Ve lo siete chiesto?
Beh, in realtà se state rispondendo che è nutrizionalmente migliore, la risposta non è proprio completa.

È semplicemente …. più abbondante e quindi si può produrlo di più ed è più remunerativo. Una mucca ne produce molto in natura ma in un allevamento intensivo riesce a produrne fino a 10 volte di più! Impressionante vero?

Eh sì, è solo un business.

E la fanno franca grazie a chi ci crede.

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Il latte è buono però mi dite!
Mah, su questo potrei dire che ciò che piace va ricondotto alla sfera sensoriale, fortemente influenzata da fattori personali, culturali, storici, socio-economici. Il giudizio va sempre ricondotto ad un dato momento, in un determinato luogo e all’interno di una determinata cultura.

Il concetto di buono è molto variabile e cambia profondamente a seconda dei contesti poco fa citati.  Sicuramente avete sentito dire “non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace” vero? Si può dire la stessa cosa sul “buono” il che lo fa diventare un concetto molto relativo e anche molto modificabile.

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Io direi che bere latte è una forma quasi di dipendenza (come tante altre di cui l'uomo "soffre"). In età adulta non si riesce a far a meno del latte. Sento troppo spesso dire “ah, io non potrei fare a meno del formaggio!” Gusto, sapore, abitudine, comodità e motivi fortemente sociali (che se non soddisfatti ci trasformerebbero in emarginati) sono le ragioni di questa impossibilità e formano le radici di tale dipendenza. 

È un dato da non sottovalutare la dipendenza dal cibo. L’assunzione di taluni cibi, come possono essere anche i carboidrati (come si fa a rinunciare alla pasta e al pane, no?) stimola la produzione di endorfine in grado di indurre una sensazione di appagamento e benessere.

Ma ci si dimentica che il cibo prima di tutto deve essere nutrimento e che noi siamo ciò che mangiamo. Tutto ciò che introduciamo nel nostro organismo si trasforma non solo in energia che consumiamo, ma forma i mattoni del nostro corpo. Quindi prima di soddisfare il nostro palato, il cibo deve essere conforme, adatto e sano al nostro organismo. Sono profondamente convinta che il palato è molto più condizionato dalla nostra mente che dal nostro fisico. E anche quando arrivano dei segnali dal nostro corpo, tenete ben conto che è la nostra mente ad interpretare ogni segno in base alle nostre esperienze e aspettative. Ma qui tocchiamo la psicologia, una branca vasta e affascinante, ma direi nemmeno separata da tutto questo discorso, anzi sottilmente connessa (vedi "carnismo").

Se non riuscite a fare a meno di un determinato cibo, allora ne siete dipendenti, è lui che comanda voi. Voi non siete liberi.

Altra “curiosità”L’essere umano così come ha saputo selezionare i vegetali, ha fatto lo stesso con gli animali. Quindi esistono "mucche da carne" e "mucche da latte". Le prime sono esemplari che riescono a mettere al mondo nascituri così grossi che il parto naturale senza aiuti non è possibile. Le seconde producono talmente tanto latte che chiamano per essere munte poiché le mammelle dolgono.

E qui mi vien in mente di quante volte mi hanno detto "ma io ho sentito che bisogna mungere le mucche altrimenti fanno troppo latte e se non sono munte possono morire". Qui c'è da dire che sono gli esseri umani ad averla messa in queste condizioni. Altrimenti avrebbe il suo vitellino e ci penserebbe lui. Se non lo ha significa che le è stato tolto e che quindi è una mucca da latte in un allevamento dove le viene stimolata la produzione di latte ben oltre della sua natura.

Ci sono ancora tante persone che credono che la mucca produca latte così come la gallina fa le uova! Neeee

Come tutti i mammiferi, come le donne umane, anche le mucche (ma guarda un po'!) producono latte solo dopo il parto. Quindi c'è un solo modo per rendere continua la produzione di latte: rendere continuamente gravide le mucche!

Le continue gravidanze è un abuso metabolico che consuma letteralmente il loro corpo. Ovviamente nasce un vitello che non può bere il latte dalla madre! Eh no, è un impianto di produzione di latte, va venduto, mica dato ai vitelli.

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Maschio o Femmina? Se nasce una femmina, viene avviata alla "carriera" della madre ma se è un maschio, che si fa? Per l'impianto in questione è inutile, un maschio non produce latte. Si può venderlo al macello ma appena nato non ha carne a sufficienza.
Bisogna farlo vivere e nutrirlo almeno per 6 mesi. Solitamente per avere quella bella carne bianca che tanto piace, il vitello viene nutrito con una dieta priva di ferro, tenuto al buio e immobilizzato per evitare che sviluppi massa muscolare.

Ovviamente l'allevatore deve fare i conti se gli conviene fare tutto ciò con un numero elevato di vitelli maschi (la Natura procura equilibrio, tanti maschi tante femmine) che possono nascere dalle sue mucche da latte. Il più delle volte, la scelta più facile ed economica è ucciderli. Abbandonati, lasciati morire di fame, soffocati con paglia in bocca.... questo è ciò che accade anche alle vitelle: una può prendere il posto della madre, non tutte le femmine che potrà mettere la mondo nei pochi anni che vivrà (e questa chiamarla "vita" è una parola davvero offensiva). 

E parliamo ora di sentimenti...

Tolti alla madre da subito, i cuccioli e la madre stessa piangeranno e chiameranno per mesi.

Ogni madre prova le stesse cose per i propri figli, chiamatelo istinto, chiamatelo amore materno, chiamatelo come volete ma esso esiste ed è naturale. L'essere umano nel suo egocentrismo vuole riservare solo a se stesso i migliori sentimenti credendo siano dovuti al suo complesso cervello; e per carità, non confondiamo complessità con evoluzione o con diritto alla vita (tra l'altro se l'essere umano fosse davvero emanatore di migliori sentimenti avrebbe la compassione, la comprensione e l'empatia come i suoi migliori stemmi)

Salvare, proteggere, dona più soddisfazione che fare del male e uccidere.

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Avete mai provato a salvare qualcuno? Avete mai provato ad essere salvati? A uscire da una situazione sgradevole o pericolosa? Sì? Allora vi siete accorti che uscire da un problema, da un rischio o aiutare qualcuno provoca delle emozioni molto forti. Le altre persone sono altri "noi stessi" e quindi quando noi siamo in salvo, possiamo comprendere come si può sentire l'altro ad essere salvato. Si chiama empatia. Portare salvezza libera degli ormoni che ci portano a gratificazioni emotive.

Riuscire a salvare qualcuno, proteggere un indifeso, partecipare alla sua salvezza, ci rende anche migliori al nostro specchio, aiuta anche la nostra autostima, ci rende felici, ci connette con l'esterno e crea sottili legami in una rete dove la vita ha un senso più ampio.

I nostri cibi dovrebbero essere "cose" e non esseri senzienti. Priviamo gli animali della loro identità , la neghiamo e la calpestiamo per permettere alla nostra coscienza di farli passare per cibo.

Le emozioni, come tutti sanno, vanno al di là della mente e della razionalità e gli animali li possiedono esattamente come noi. Non riusciranno a scrivere libri sulle loro emozioni o fare trattati di psicologia, ma ce le mostrano e manifestano in più maniere. E il fatto che gli animali da fattoria ci sembrano così "semplici" e "poco intelligenti" è soprattutto per il fatto che non gli vengono fornite le condizioni e le possibilità di mostrare le loro capacità, i loro talenti, le loro stesse emozioni. In quelle condizioni solo la paura è l'emozione regnante. Qualunque essere umano imprigionato e costretto alla paura, avrebbe serie difficoltà a essere "normale" come lo siamo noi, seduti nel nostro ufficio o sul divano a guardare la tv.

E' stolto l'uomo a pensare che le mucche sono stolte. 

Ci sono realtà molto diverse dalla nostra anche nell'umanità. Ci sono civiltà che non conoscono e hanno mai conosciuto i nostri agi e i nostri comodi. Chi ha costruito la "bambagia" attorno agli occidentali ha ottenuto freddi consumatori radicati nel loro benessere egoistico (convinzione mentale di benessere poichè soddisfiamo i nostri piaceri, non certo "benessere fisico e mentale" in quanto tale, viste le grandi malattie che ci affliggono e gli squilibri delle nostre sfere emotive e psicologiche)

Piacere non significa benessere.

Mi è così evidente il significato di tutto ciò mentre lo scrivo. Mi sento come se stessi raccontando la "favola dell'orso" o la "scoperta dell'acqua calda".

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Le mucche da latte hanno un'esistenza di sofferenza, sono stremate dalle continue gravidanze indotte da somministrazioni massicce di ormoni, sofferenti da infiammazioni mammarie per le continue mungiture, private dal contatto dei loro simili, fecondate artificialmente, alimentate come se fossero carnivore fino a diventare "pazze", e all'eta' di circa 4 anni abbattute senza mai aver visto la luce del sole...

Detto questo, che ci vuole per comprendere l'assurdità, la vergogna e la crudeltà delle nostre abitudini? E se ci sono tante cose da dire sul latte e sulle mucche, avrà anche un significato no? Trovatemi tanto altro da dire su... non so chè... gli spinaci per esempio! E poi allora ne riparliamo.

PS. : vietata la battuta che anche l'insalata soffre! Ecco i motivi:

  1. Solitamente la questione è sollevata da chi dell'insalata non gliene frega così come non gli interessano gli animali, e, non vorrei dire, probabilmente neanche non gli importa molto dei suoi simili.
  2. Non sto dicendo che dovete camminare sollevati da terra per non calpestare le formiche e diventare brethariani ma intanto facciamo lo sforzo per comprendere il nostro prossimo e gli animali prima di difendere le insalate!
  3. Siete fruttariani? Perchè solo i fruttariani potrebbero schierarsi dalla parte delle piante e avere voce per fare questa domanda.
  4. Vi soprenderà sapere che i vegani, pur mangiando la verdura, consumano meno verdura degli onnivori poichè questi ultimi mangiano animali che hanno mangiato enormi quantità di piante. Quindi se volete salvare le piante smettete di convertire il grano in carne: da una quantità notevole di "materia prima" (che sfamerebbe molte persone) si ottiene una ridicola bistecca (per la gola di uno solo) da cui il nome dei bovini come "macchine produttrici al contrario" E non parliamo dell'acqua....
  5. I vegani non mangiando carne e derivati non partecipano alla devastazione delle foreste, che non sono piene di lattughe per vegani, ma coltivazioni di soia e grano che all'80-90 % sono destinate agli animali da allevamento.
  6. I vegani non mangiano alberi, nè i garofani del terrazzo, nè tanto meno le aiuole stradali. Molte di quelle che noi chiamiamo "verdure" in realtà sono frutti delle piante (zucchine, pomodori, melanzane...). Ci sono poche piante che vengono "uccise" definitivamente per essere mangiate. Radicchio, rucola e altre erbacee vengono sì tagliate ma le coltivazioni possono esser gestite anche con maggior rispetto e cura, se scegliamo di prendere in considerazione anche ciò che è meglio per la nostra pianta e non solo per noi.
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Avete mai piantato le patate e le carote? Lo sapete che, se rinunciate ad avere le "patatine" e le "carotine" e quindi strappare le piante dalla terra quando sono ancora verdi, potete attendere la fine della vita delle piante ed estrarre le radici solo all'ultimo? Avrete così permesso alla pianta di vivere tutto il suo ciclo vitale nei suoi tempi e nella sua natura.

Ancora una nota per chi tirasse fuori la storia che anche la coltivazione delle verdure porta sfruttamento: il vero problema è sempre e solo l'uomo e la sua pretesa di quantità elevate di tutto. Per ottenere gli ambiziosi risultati l'essere umano modifica i suoi metodi, le sue strategie e come ben sappiamo, quando si vuole esagerare nell'accelerare, si superano i limiti del buon senso e del rispetto altrui.

E questo vale per tutto. Il "come" viene fatta una determinata cosa può portare ad ogni tipo di conseguenza e trasformare anche il prodotto più innocuo in una vera catastrofe.

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Mozzarella di Bufala
Anche attorno alle mozzarelle di bufala ci sono scandali. Non solo gli allevamenti sono estremamente affollati e hanno situazioni igieniche terrificanti ma è la situazione dei bufalini che è allarmante. I cuccioli delle bufale, non richiesti per la carne, vengono sempre e comunque considerati inutili quindi uccisi o peggio abbondonati lungo le strade, nei canali, fossi, oppure soffocati, seppelliti vivi...

Sfruttamento, torture, uccisioni....

 Che l'uomo si vergogni delle proprie azioni di crudeltà  

soprattutto di vigliaccheria perchè fatte su creature che non possono difendersi.

Mettere in discussione il latte nella nostra società è atto di eresia. Quindi riporto qui sotto le fonti da cui ho tratto quanto sostenuto finora. A tali link troverete a loro volta, vari riferimenti bibliografici.

Grazie per aver letto fin in fondo questo articolo, spero che la fine non vi lasci quali vi ha trovati all'inizio.

Asefrid, per Associazione Naica

Pagina aggiornata al 07/03/2020

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